Ultimato la struttura

ultimato la struttura - panoramica

Finalmente ho ultimato la struttura. Inizio ricordando che nel mio ultimo aggiornamento del Gennaio 2015 avevo quasi finito di costruire il tracciato a doppio binario fino ad arrivare all’imbocco della stazione principale da entrambi i lati, posta nel livello più alto del plastico. Dissi che per tutto il 2015 mi sarei dedicato alla costruzione della stazione: e così è stato. Immaginavo che sarebbe stato un lavoro lungo e complesso e non mi sbagliavo. Oltre alla posa dei binari e scambi di tipo K della Märklin, dovevo creare i binari di contatto, elettrificare gli scambi con i motori servo sottopancia e alimentare in vari punti tutti i binari in modo da diminuire al minimo il rischio di mancata corrente. Insomma, il lavoro più grosso e complesso da fare era ciò che non si vedeva.
Inoltre ho finito e collegato anche la linea secondaria a un binario che arriva al livello più alto del plastico oltre la stazione, fino a ridiscendere per collegarsi ad essa.

Stazione principale

Ingresso stazione principale

Le immagini sopra mostrano l’entrata alla stazione dal lato destro vista plastico. La doppia linea principale entra in salita, mentre la linea singola secondaria arriva in stazione in discesa, collegandosi alla principale allo stesso livello. Due binari di fine corsa ospitano i treni in arrivo. Al momento mancano ancora i tre binari tronchi dello scalo merci.

stazione lato sinistro

La foto a sinistra mostra l’entrata opposta della stazione (lato sinistro vista plastico). Ho usato solo deviatoi slanciati, sia semplici che doppi inglesi, con raggio di curvatura minimo di circa 900 mm. Si nota in primo piano la linea secondaria nel suo livello più alto che costeggia la stazione sul retro del plastico prima di ridiscendere verso la stazione con una curva a 180°. Ho usato esclusivamente il binario flessibile con curve ampie e realistiche perché la linea sarà completamente a vista.

 

dima distanziatore in cartoncinoAlcune tecniche usate

Per posizionare alla giusta distanza i binari di stazione, ho creato una dima con del cartoncino lungo quanto la larghezza massima della stazione, nel quale ho ricavato degli incavi per le rotaie alla distanza di interbinario (57 mm. con i deviatoi slanciati di tipo K) e distanza maggiore dove ho previsto le pensiline (foto a destra).

 

uso delle guideHo fatto ampio uso del binario flessibile in stazione, e per poterlo posare in modo perfettamente diritto ho usato due listelli di alluminio fissati ai lati del binario prima di fissarlo definitivamente (vedi foto a lato).

 

fotomontaggio movimento piano stazioneNel fotomontaggio a lato si vede il pianale della stazione che l’ho reso translabile, con fulcro a destra, allo scopo di poter lavorare in modo agevole in tutti i punti della stazione durante la sua costruzione. Questo pianale appoggia su 4 travi parallele equidistanti. Ho dovuto creare anche una struttura di sostegno temporanea per sostenerlo quando lo spostavo per lavorare. Inizialmente pensavo di mantenere questa possibilità di movimento fino a stazione ultimata, intendo compresa massicciata, segnali, palificazione e accessori vari, ma l’impossibilità di collegare le estremità e altri conflitti vari mi hanno fatto desistere e alla fine l’ho dovuto fissare in posizione.

Cosa c’è sotto?

Come dicevo all’inizio, il lavoro più lungo e complesso non è la zona visibile della stazione, ma ciò che ci sta sotto, e cioè tutto il necessario al funzionamento e all’automatizzazione delle operazioni.

Per semplificare si può suddividere il lavoro in tre operazioni principali:

  1. Elettrificazione dei binari: non ho lesinato nel mettere punti di contatto nei binari, soprattutto nelle zone visibili, oppure ponticelli tra le giunzioni di binario per una sicura presa di corrente, in quanto le sole lamelle di giunzione delle rotaie non mi davano la necessaria sicurezza di tenuta del contatto dopo la verniciatura e col passare del tempo.
  2. Applicazione dei motori degli scambi: ho usato solo dei servomotori sottoplancia Tortoise completamente invisibili all’esterno, lenti nel movimento e abbastanza silenziosi. Li ho collegati ai decoder Lenz LS150 a sei vie e programmabili come tempo di esecuzione.
  3. Creazione dei binari di contatto: per ottenere un’automatismo con la CS2 o un software per PC bisogna creare dei contatti che captino la presenza del treno in quel determinato tratto di binario. Questo l’ho ottenuto con i binari di contatto, cioè creando dei tratti isolati di rotaia collegati a un modulo di retroazione tipo s88 che, al passaggio del treno, segnalino la sua presenza alla centralina di comando.

servo motori Tortoise

Questa foto mostra i servomotori Tortoise applicati sotto gli scambi comandati da due decoder Lenz LS150. Il motore Tortoise è dotato di 8 contatti, solo due servono per l’azionamento del motore, mentre le altre due coppie di tre contatti servono per azionare dispositivi accessori come la polarizzazione dello scambio, non necessario con il sistema a 3 rotaie Märklin, oppure per azionare un segnale.

modulo s88Parte del piano stazione fotografato da sotto che mostra il modulo di retroazione tipo s88 su cui convergono tutti i fili prevenienti dai binari di contatto. Si vedono anche le coppie di fili rosso/nero che alimentano i binari in vari punti.

Ora posso dire di aver chiuso il circuito e finalmente inizio a vedere circolare i treni in modo continuativo. Ora infatti inizia una lunga serie di test e messa a punto per cercare di eliminare tutti i difetti presenti prima di passare alla fase successiva.

11 commenti
  1. Antonio
    Antonio dice:

    Ciao Guido
    una sola domanda,perchè hai scelto i motori Tortoise e non gli originali Märklin
    ciao
    Antonio

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    • Guido
      Guido dice:

      Ciao Antonio,
      I motori Tortoise sono dei servo-motori ad azionamento lento degli aghi dello scambio e perciò molto più realistico dei motori a bobina Märklin. Ed oltre ai vantaggi descritti nell’articolo sopra sono anche molto affidabili (almeno da quanto si apprende nella rete). Posso affermare che funzionano molto bene anche se è molto più laboriosa la loro installazione e sono di notevole dimensione, per cui hanno bisogno di spazio libero sottoplancia.
      Saluti

      Rispondi
  2. Stefano Spina
    Stefano Spina dice:

    Ciao Guido,
    Sarò monotono ma ogni volta che vedo i tuoi lavori, il modo, i metodi e le soluzioni che tu adotti non posso che complimentarmi con te.
    Ho, però, una domanda da farti… come farai con la polvere?
    Io per ora non posso pensare ad una installazione fissa quindi, ogni tanto, monto un tavolo provvisorio si 2,60×1,30 mt sul quale creo un tracciato per fare girare i rotabili; anche solo dopo pochi giorni, le motrici si fermano quà e là per falsi contatti e mi tocca pulire i binari per ripristinare la continuità elettrica.
    Per ora è facile dal momento che tutto si trova sun un unico piano, ma quando potrò creare il tracciato definitivo di 3,60×1,60 mt con due stazioni nascoste temo che il problema principare sarà la manutenzione… tu che ne pensi?

    Stefano

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    • Guido
      Guido dice:

      Grazie Stefano,
      Il plastico l’ho studiato in modo che sia accessibile al 100% anche dopo la copertura delle parti nascoste accedendoci dal di sotto con le botole previste. Più difficile sarà pulire le parti a vista con catenaria, difficili da raggiungere senza fare danni. Naturalmente ci vuole tempo e molta pazienza per pulire tutte le rotaie. Per facilitare il lavoro probabilmente prenderò i carri pulisci rotaie della Lux, un sistema veramente completo… ma costoso.

      Rispondi
  3. Piergiorgio
    Piergiorgio dice:

    Wow Guido fai sempre un lavoro stupendo,ma una curiosità sui motori tortoise,ma sono facilmente reperibili,e come prezzo e più vantaggioso dei Marklin?

    Rispondi
    • Guido
      Guido dice:

      Ciao Pier,
      Purtroppo i motori Tortoise non sono di facile reperibilità, io li ho trovati su eBay acquistandoli però in America. Anche il loro costo non è propriamente economico, considerando il cambio con il USD e i costi da aggiungere di trasporto e dogana.
      Ciao
      Guido

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  4. Luigi Ferraris
    Luigi Ferraris dice:

    Luigi
    Immenso e splendido il lavoro che hai fatto. Dopo oltre 50 anni ho da poco ripreso la passione coltivata da ragazzino. Ho trovato, come naturale, un mondo totalmente nuovo nel quale sto cominciando ad ambientarmi.
    Quello che più mi ha stupito del tuo lavoro è la precisione e la “pulizia” dello stesso che, credo, venga dai tanti anni di pratica e da un adeguato abito mentale.
    Il mio progetto iniziale, ora in sviluppo, vede purtroppo parti un poco raffazzonate che però aiutano ad imparare. Nella parte che ho già realizzato ho usato i contatti reed seguiti da una interruzione di corrente seguendo i consigli di un “manuale”, se così si può chiamare sull’uso della CS2.
    Poi ho “scoperto” il tuo articolo sull’uso dei binari di contatto associati all’utilizzo di un Pc, che anche io penso di introdurre a breve, e sono entrato in un nuovo mondo, per ora solo immaginato.
    Ora devo ancora realizzare tutta la zona “smistamento” nella quale vorrei eliminare i contatti “reed” ed interruzione di corrente, che obbliga all’acquisto dei costosi M84, usando al loro posto il Sw gestito da Pc.
    Una domanda: ha senso usare in un binario morto due contatti ad adeguata distanza, il primo per rallentare il treno, il secondo per fermarlo?
    Quando riparto da quel binario morto lo posso fare manualmente, ma mi chiedo se il Sw di gestione distingue la sequenza: contatto 1 -> contatto 2 da contatto 2 -> contatto 1. Perché nel caso potrei predisporre, programmare: contatto 1 rallento -> contatto 2 mi fermo, aspetto un dato tempo, inverto marcia, riparto, contatto 2 aumento velocità -> contatto 1 mi porto a velocità di crociera.

    A presto e ….. visto il momento buona Pasqua

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    • Guido
      Guido dice:

      Grazie Luigi dei complimenti,
      Tramite il software per PC si può virtualmente fare tutto, e certamente si può fare quello che tu domandi. Bisogna solo imparare la logica di funzionamento del software.
      Per quanto riguarda i contatti per fermare il treno, è una buona norma metterne due, uno che stabilisce l’inizio della frenatura e l’altro che comanda l’arresto definitivo del treno (almeno per quanto riguarda il software Win-Digipet).
      Saluti
      Guido

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  5. Carlo Chiola
    Carlo Chiola dice:

    Ciao Guido, complimenti per tutto, ci siamo sentiti tanto tempo fa, e ti chiedevo cosa avevi deciso per la linea aerea
    la sostituisci con quella italiana?
    Se si nel caso posiamo fare uno scambio. Fammi sapere. Saluti

    Rispondi
    • Guido
      Guido dice:

      Ciao Carlo,
      nelle mie intenzioni la linea aerea dovrà essere italiana per coerenza, ma ad oggi non ho ancora deciso perché è prematuro, sono ancora molto indietro nei lavori da fare. Ti tengo presente e ti farò sapere appena affronterò la questione.
      Saluti

      Rispondi

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