• Il locale

Il locale

Il locale perfetto? Con tanto, tanto spazio, e non se ne avrebbe mai abbastanza

Ma questo è un sogno per la maggior parte di noi, costretti ad inventarci chissà quali stratagemmi per fare convivere il plastico nello studio di casa, magari in camera o in un angolo del salotto.

Io già mi ritengo fortunato ad avere una stanza dedicata al plastico, infatti, quando mi trasferì di casa, mi assicurai che ci fosse un locale da dedicare al mio studio e al mio hobby,  anche se mi dovetti accontentare di una piccola stanza in rapporto al bisogno di spazio che necessita il plastico in scala H0.

La stanza misura 4,10 x 3,50 mt. con una porta e una finestra rispettivamente su un lato lungo e uno corto. Rimaneva completamente libero da ostacoli solo l’altro lato lungo, mentre il lato corto senza finestra era purtroppo disturbato da una colonna che sporgeva dal muro circa in mezzo alla parete. La  stessa stanza mi doveva fungere anche da studio, quindi con la necessità di disporre di una piccola scrivania, di alcune mensole e di una colonnina portadocumenti.

Dovevo far convivere le mie due attività in così poco spazio e cercare di incastrare tutto in modo da poter lavorare alla scrivania comodamente, disporre di un plastico fruibile e naturalmente lasciare spazio per muoversi a sufficienza. E’ stata una bella sfida, ho “lottato” con le misure della finestra, con la porta e la colonna in mezzo alla parete per cercare di sfruttare ogni centimetro ma tenendo sempre in considerazione l’accessibilità al plastico sia durante la costruzione che successivamente per interventi di manutenzione.

Le caratteristiche del plastico

Ho dovuto accettare alcuni compromessi, rinunciando alle lunghe linee di parata che tanto mi piacciono, diminuendo la lunghezza massima dei convogli e rinunciando al tracciato ottimale così come lo avevo immaginato. Ma ero certo che si poteva ancora fare qualcosa di buono.

Quello che avrei voluto includere nel plastico erano le seguenti caratteristiche:

  • Una stazione principale, Buzzaceto appunto, che fosse il fulcro di tutto il plastico e che, pur rimanendo una piccola stazione, fosse un po più complessa e articolata rispetto a  quella del plastico precedente.
  • Lunghezza dei binari di stazione da contenere convogli con almeno quattro carrozze passeggeri lunghe più locomotiva. Il mio pensiero iniziale era di riuscire ad utilizzare almeno cinque carrozze ma dovetti desistere per mancanza di spazio.
  • Uso di scambi a vista solo di tipo slanciato perchè molto più realistici, sia che si tratti di semplice deviata o di scambio doppio inglese.
  • Linea principale a doppio binario elettrificata.
  • Linea secondaria a singolo binario non elettrificata.
  • Piccola stazione a vista che servisse solo la linea secondaria.
  • Avere due stazioni nascoste sulla linea principale in modo da rendere più varia la circolazione dei treni.
  • Linee di parata dove poter vedere transitare i treni.