La catenaria

Ho fatto di tutto per ritardare la posa della catenaria. Non ero pronto psicologicamente ad affrontare questa ardua impresa, almeno per come me la immaginavo io, sia per la difficoltà della posa in alcuni punti ardui da raggiungere, sia per la scelta dei materiali e la tecnica che avevo in mente di usare.

La palificazione FS era già pronta per ospitare la catenaria, vedi un resoconto qui: La palificazione della linea aerea

Una premessa: la linea aerea doveva essere esclusivamente estetica, non funzionante. Non solo non serviva per dare corrente (con il sistema gestito in digitale non ha più senso), ma neppure gli striscianti dei pantografi dovevano toccarla, bastava che la sfiorassero. Questa scelta mi ha semplificato la posa ed evitato di essere super preciso nella giusta poligonazione della catenaria. Bisogna tenere presente infatti che i moderni modelli hanno gli striscianti dei pantografi molto realistici e quindi abbastanza stretti e leggermente ricurvi come nella realtà, quindi molto facili da sviare dalla catenaria con conseguenze facilmente immaginabili.

Vantaggi:

  • Sessione di gioco sicura da inceppamenti e rotture di pantografi e/o catenaria.
  • Nelle curve strette non serve mettere i pali troppo ravvicinati, irrealistico al vero.
  • Necessaria meno precisione e quindi semplificazione nella posa dei pali e relativi tiranti.

Svantaggi:

  • Strisciante non a contatto, ma soltanto a sfioramento.
  • Massima precisione nel mantenere un’altezza standard della catenaria dal binario.

Ma ora vediamo come e con cosa ho realizzato la catenaria:

Il materiale principale è il filo elastico della SBM nello spessore di 0,2 mm usato sia per il cavo di contatto che per la fune portante. Per i pendini e i cavallotti ho usato del filo metallico nichelato di 0,25 mm che avevo in casa, ma più sottile sarebbe stato ancora meglio perché più proporzionato rispetto ai cavi. Infatti, successivamente, ho usato anche del filo di rame che ho ricavato spellando dei fili elettrici, che al calibro misura 0,17 mm di diametro, perfetto come misura. Stiamo comunque parlando di centesimi di millimetro e quindi difficilmente visibile la differenza a occhio nudo.
Il tutto incollato sempre con piccole gocce di colla cianoacrilica (da qui in poi usata sempre e chiamata solo colla per semplicità).

Per la posa del filo elastico ho costruito una specie di carrellino con del materiale forex di avanzo (vedi foto qui sotto): una base rettangolare dove ci ho incollato in centro una colonnina per infilarci dentro la spagnoletta di filo elastico e spazio per metterci dei pesi. Sotto ci ho incollato della spugna densa per fare attrito sui binari. Mi è servita per tenere tirato il filo mentre lo posavo e darci la giusta tiratura.

Posa del filo elastico per la fune portante

Prima fase: ho posato il filo elastico per il cavo di contatto. Sono partito da appositi supporti preparati precedentemente dentro le gallerie ai quali ho attaccato il filo elastico con la colla (il filo elastico attacca molto bene e velocemente a questa colla). Tenendo tirato il filo con il “carrellino” creato sopra, sono passato da tirante a tirante fino a raggiungere l’estremo opposto. Ho tirato il filo abbastanza forte in modo che rimanesse ben teso. Ad ogni tirante ho fissato il filo facendoci un giro di 360° alla sua estremità e fissato con una micro goccia di colla.

Attacco del filo elastico nei tunnel

Seconda fase: sono passato a posare la fune portante, sempre con il filo elastico, questa volta meno tirato rispetto al cavo di contatto in modo che facesse la pancia una volta messi i pendini tra i due fili. Incollata anch’essa con un goccio di colla in corrispondenza della parte superiore dell’isolante.

Filo elastico tirato

Terza fase: è giunta l’ora di preparare i pendini, questa volta usando il filo metallico. Qualche volta ho usato anche degli spezzoni di filo di rame ricavati spellando un filo elettrico. Vanno tesati per bene per renderli ben dritti.
Dapprima ho incollato la parte superiore del pendine alla fune portante, distanziati tra loro di circa 40-45 mm, tenendo presente che nelle campate lunghe avrei dovuto mettere alle due estremità anche dei cavallotti.

Filo di rame ricavato da spellatura file elettrico

I cavallotti li ho preparati usando filo in metallo da 0,25 mm sagomato come in foto e ci ho saldato un’altro spezzone di filo che funge da pendine.

Cavallotto

Quarta fase: attaccare i pendini al cavo di contatto cercando di simulare l’effetto pancia della fune portante. E’ una fase delicata e per ottenere questo, onestamente non sempre con grande successo, ho creato una dima in cartone che simulasse la “spanciatura” del filo. Una volta controllato che fosse correttamente posizionata, ho proceduto ad incollare la parte inferiore dei pendini al cavo di contatto.

Dima per simulare la spanciatura del cavo portante

Qui mi sono venuti in aiuto anche i miei vecchi mattoncini della Lego, rispolverati dal solaio, per abbassare la fune portante quel tanto che bastava per attaccare alcuni pendini con la spanciatura corretta della fune portante. I Lego sono stati molto utili perché in questo modo sono riuscito a regolare l’altezza che mi serviva molto facilmente e velocemente.

I Lego sono stati di aiuto per la spanciatura

Quinta fase: taglio delle parti in eccesso dei pendini, sia sopra che sotto. Per ottenere un taglio molto vicino ai cavi, ho usato un tronchesino dal taglio raso, stando attenti a non tagliare anche il filo elastico, altrimenti sono guai, cosa che mi è successo un paio di volte senza ancora aver capito bene come ho fatto, ma bisogna tener presente che il filo elastico è talmente sottile che a volte si fa fatica a vederlo. Nel caso si taglia il filo elastico, dopo aver smaltito la rabbia, tra i due pali bisogna tranciare tutti i pendini e togliere il filo rotto, poi prendere un’altro spezzone di filo e sostituirlo, poi ricominciare ad attaccare altri pendini.

Sesta fase: verniciatura della catenaria con colore nero opaco. Ebbene, già prima di verniciare, la catenaria era veramente sottile e a volte si fa fatica a vederla o a coglierne i particolari. Dopo la verniciatura la situazione è peggiorata ancora di più, in alcuni punti, soprattutto dove lo sfondo è scuro come la vegetazione, la catenaria si mimetizza e sparisce. Non una grande soddisfazione dopo tutto il lavoro e la fatica sudata. La foto sotto mostra la differenza tra un pezzo di catenaria non verniciata (quella davanti) e l’altra verniciata (quella dietro). E qui si capisce bene il mio sconforto, con il pezzo di catenaria verniciato di nero praticamente sparito alla vista!

Mimetizzazione della catenaria verniciata

Di seguito alcune foto della catenaria finita.

La catenaria in stazione
La catenaria in stazione
La catenaria in stazione
La catenaria in stazione
Treno-RAe1051-TEE
2 commenti
  1. Massimo
    Massimo dice:

    Prima di tutto i complimenti per quello che hai saputo creare. Sono anni che ti seguo e ti “spio” Cerco di imparera le tue tecniche anche se non ho la tua manualità. Solo una domanda per quanto riguarda la catenaria con il filo elastico. Come hai fatto per la posa sopra i deviatoi e gli incroci ? La posa del filo è già una rogna di per se…
    Un sincero saluto.

    Rispondi
    • Guido
      Guido dice:

      Innanzitutto Grazie, Massimo.
      Per quanto riguarda la tua domanda, il filo inferiore (quello di contatto) l’ho steso con la tecnica sopra descritta svolgendo un po’ per volta la matassa, anche nell’incrocio dei fili non c’è problema, il macchinario creato passa sotto. Mentre per il filo superiore (quello portante) ho tagliato dei pezzi di filo elastico un po’ più lungo della tratta che serviva e l’ho steso a mano incollandolo da isolante a isolante cercando di tenere una giusta tesatura ad occhio.
      Saluti

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *