• La struttura del tavolo
Buzzaceto 1

Questo articolo fa riferimento al primo plastico Buzzaceto

La struttura

Il telaio

Considerando le dimensioni ragguardevoli del plastico, decido di costruire il telaio diviso in 6 moduli e imbullonati in 2 gruppi da 3 moduli ciascuno (nella foto in alto sono visibili solo i primi 3 moduli). In questo modo riesco facilmente a staccare i due gruppi e spostare il plastico nella stanza per effettuare una manutenzione o risolvere problemi anche nelle parti meno accessibili. L’importante è applicare sotto ogni gamba delle rotelle adeguate per poter spostare il plastico facilmente.

Per il telaio portante uso un pannello lamellare di abete dello spessore di 20 mm che mi sono fatto tagliare da una falegname in strisce da 100 mm di altezza e lunghezze varie in base al progetto. Il tutto assemblato con viti per legno di misura adeguata. Non ho usato colla in quanto non cambiava niente ai fini della solidità e in caso di smontaggio o modifica è molto più semplice. Ove possibile, ho studiato la lunghezza dei moduli in modo che le estremità coincidano con gli attacchi dei binari per facilitare il distacco dei moduli stessi.

La struttura

Per il tracciato dei binari uso dei pannelli di multistrato di pioppo di spessore 10 mm che taglierò a misura con un seghetto alternativo. Per rialzare il tracciato vanno benissimo le strisce di lamellare di abete che mi sono avanzate dalla costruzione del telaio.

Uso sempre i pannelli di multistrato di pioppo da 10 mm anche per formare l’intelaiatura del paesaggio in modo da renderlo solido. Anche qui uso solamente viti e mai colla per lo stesso motivo di prima. Faccio poco uso del polistirolo nonostante sia molto leggero e facilmente modellabile, lo uso solo dove è necessario modellare in modo particolare alcuni punti. In questo caso, per tagliarlo, uso un archetto a filo riscaldato e colla vinilica per fissarlo.

Nel modulo con la curva di ritorno ho lasciato un ampio spazio centrale nell’intelaiatura in modo da poter intervenire dall’interno in caso di problemi o per manutenzione. Il multistrato che appoggia sui binari l’ho tagliato volutamente largo all’interno delle curve per una maggiore sicurezza in caso il treno dovesse accidentalmente deragliare.

Tra il legno e i binari interpongo uno strato di pochi millimetri di materiale gommoso che funge da fonoassorbente in modo da ridurre il rumore al passaggio dei treni, altrimenti il legno stesso avrebbe agito da cassa di risonanza e amplificato il rumore. L’importante è non fissare i binari con i chiodini in quanto avrebbero fatto da collegamento con il legno e quindi ridotto l’effetto fonoassorbente; al loro posto ho usato in alcuni punti la colla a caldo.

La stazione nascosta

Al livello inferiore, dove è prevista la stazione nascosta, ho ricoperto il telaio con un pannello di multistrato di pioppo dello spessore di 10 mm.

Per quanto riguarda gli scambi, che saranno tutti motorizzati, ho la necessità di poter intervenire facilmente in caso di guasti ai motorini, pertanto ho tagliato il multistrato praticando fori sufficientemente grandi sotto ogni scambio da poter cambiare dal di sotto i motorini che eventualmente si dovessero guastare.

Sopra la struttura

Finita la struttura base del livello inferiore (stazione nascosta), passo ora alla costruzione dell’elevazione per i due livelli superiori dove transiteranno le due doppie di linee che saranno in parte visibili. La prima cosa da fare è costruire un traliccio portante dove appoggiarmi per tutta la struttura superiore, per questo uso gli stessi pannelli lamellari di abete di 20 mm di spessore usati precedentemente sia come travi che come colonne laterali; dovendo rispettare la larghezza massima di 50 cm uso degli spinotti di 8 mm di diametro (quelli usati comunemente nel fissaggio dei mobili) per posizionare le colonne alla struttura base che poi ho fissato con colla vinilica (nella pagina delle foto questo passaggio è documentato visivamente).

Il secondo livello è 14 cm più alto rispetto alla stazione e, considerando 1 cm di spessore del multistrato per il piano rotaie e 2 cm di spessore delle travi avrò uno spazio libero in altezza di 11 cm sufficienti per far passare le locomotive con pantografi alzati (senza catenaria) usando i binari tipo C della Märklin.

Successivamente mi appoggio alle suddette travi con del compensato multistrato sagomato correttamente per creare le sezioni d’appoggio al piano dei binari che andrò a creare con lo stesso multistrato. Per affrontare il dislivello che porta dal livello intermedio a fino al livello superiore che è di 12 cm non ho mai superato il 3% di pendenza in salita, aiutato anche dal fatto che la linea in salita è all’esterno ed ho usato il raggio 3.

Particolare attenzione l’ho posta all’estremità dei moduli, in modo che i piani siano perfettamente allineati e le giunzioni delle rotaie combaciassero esattamente anche sezionando i binari quando necessario.